PERCHÉ LO STATO FINANZIA LE CHIESE

In fondo a questa pagina è possibile scaricare gratuitamente (registrandosi prima a questo link ) l'intero libro di Mario Staderini "Otto per mille, ovvero come lo Stato sottrae ogni anno 1 miliardo di euro agli italiani per darli alla Chiesa cattolica".

Pubblichiamo di seguito un breve estratto che può servire come "vademecum"

PERCHÉ LO STATO FINANZIA LE CHIESE

La decisione dello Stato italiano di finanziare le confessioni religiose, in primis la Chiesa cattolica, è una scelta che la Costituzione forse consente, ma certo non impone. Siamo di fronte, pertanto, ad una scelta puramente politica e come tale discutibile, sovvertibile.

In Inghilterra, ad esempio, nonostante la Chiesa anglicana sia religione di Stato, nessun finanziamento pubblico è riconosciuto alle confessioni religiose, nella convinzione che la funzione sociale di promozione della religione non sia una competenza proprio dello Stato e quindi i suoi costi non possono essere fatti ricadere sull’intera collettività.

La Stato italiano fin dal 1886, in via definitiva dai Patti lateranensi del 1929, ha erogato un reddito per il sostentamento -la cosiddetta congrua- direttamente ai singoli preti cattolici.
Quando nel 1984 il nuovo Concordato tra Stato e Chiesa cattolica  ha abolito questo sistema per introdurre un contributo statale diretto alla Santa Sede (affidato e ripartito poi dalla Conferenza Episcopale Italiana), occorreva trovare uno strumento per garantire una quantità di denaro pari a quella sino ad allora necessaria al sostentamento del clero. Furono così introdotte due diverse forme di finanziamento pubblico della Chiesa cattolica: le offerte dei fedeli (deducibili sino a 1021 euro) e la quota dell’otto per mille dell’Irpef dei contribuenti italiani.

Mentre l’apporto delle donazioni dei fedeli si è rivelato modesto (19 milioni di euro nel 2001), ogni anno la quota dell’otto per mille Irpef che viene assegnata alla Conferenza Episcopale Italiana cresce a ritmi elevatissimi, sia in termini relativi (passando in tre anni dal 82,5% al 87%), che in termini assoluti (dai 449 milioni di euro del 1995 ai 1016 del 2003).

Successive modifiche legislative hanno esteso ad altre confessioni religiose il diritto a concorrere alla ripartizione dei fondi derivanti dalla quota dell’otto per mille.

CHE COS’È L’ OTTO PER MILLE

Lo Stato italiano ha scelto di finanziare la Santa Sede attraverso la rinuncia di una parte del denaro raccolto con il pagamento dell’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche.

In pratica, l’otto per mille dell’Irpef che ogni contribuente italiano versa annualmente allo Stato viene accantonato in un fondo, poi ripartito tra la Chiesa cattolica, lo Stato e le altre confessioni religiose che concorrono alla ripartizione del denaro: l’ Unione Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, le Assemblee di Dio in Italia, la Chiesa evangelica valdese, la Chiesa evangelica luterana in Italia, l’Unione comunità ebraiche italiane.

La ripartizione del denaro tra i soggetti concorrenti avviene secondo la percentuale di contribuenti che annualmente hanno espresso la preferenza per l’una o per l’altra confessione religiosa al momento della dichiarazione dei redditi (ad es. modello 730-1, Unico).

Dunque, chi non esprime la scelta a favore di un soggetto verserà comunque il suo otto per mille ed esso sarà ripartito sulla base delle scelte espresse dagli altri. Ad oggi, circa il 64% degli italiani non esprime una scelta nella dichiarazione dei redditi, per cui il loro otto per mille viene ripartito in base alle scelte degli altri. E siccome l’87% di chi firma sceglie la Chiesa cattolica, allora l’87% del tuo otto per mille finisce alla Chiesa cattolica.

Nel 2003, il gettito complessivo dell’otto per mille di tutti gli italiani era di circa 1 miliardo di euro: l’87% di esso è andato alla Santa Sede, rectius, alla Conferenza Episcopale Italiana.

Tabella 1: somme assegnate annualmente alle singole Chiese espresse in milioni di euro

 

2003

2002

2001

2000

1999

1998

Chiesa cattolica

1016

908

762

642

756

686

Stato

101

99

113

103

103

90

Chiesa valdese

4,2

3,5

4

4,7

4,3

2,6

Chiese Avventiste

2,5

2,6

3,3

4,4

 

4,6

Chiesa evangelica luterana

 

2,9

 

2,8

 

 

 

 

Assemblee di Dio in Italia

non disponibile

 

dati

non

disponibili

 

Unione comunità ebraiche

non disponibile

 

4,7

 

 

 

 

 

Tabella 2: % di preferenze tra i cittadini che hanno espresso una scelta negli anni 2001, 2002 e 2003* 

 

Chiesa cattolica

Stato
italiano

Valdesi

Avventisti

Unione comunità ebraiche

Chiesa evangelica luterana

Assemblee di Dio

2001

83,36 %

13,36 %

1,33 %

0,44 %

0,63 %

0,38 %

0,5 %

2002

86,58 %

11 %

1,1 %

0,3 %

0,4 %

0,3 %

0,3 %

2003

87,17 %

10,35 %

1,2%

0,3%

nd

0,3%

nd

* Le percentuali si riferiscono alle dichiarazioni Irpef rispettivamente del 1998,1999,2000

 

IL GOVERNO GIOCA A PERDERE E LA CEI PIGLIATUTTO

La percentuale di italiani che non esprimono una scelta per la destinazione dell’otto per mille è in continua, anomala crescita: dal 55% del 1996 all’attuale 64%. Sono sempre meno, infatti, i contribuenti informati sul reale meccanismo delle scelte non espresse: molti pensano che non firmando i soldi rimangono nel bilancio dello Stato, ma non è così.

I Governi che si sono sin qui succeduti, non hanno informato adeguatamente i cittadini sul sistema di ripartizione, favorendo la crescita del numero di persone che non esprimono una scelta anche attraverso modulistiche poco chiare.

Lo Stato, peraltro, è uno dei soggetti cui può essere destinato l’otto per mille. Ma mentre la Chiesa cattolica, ogni anno, attua una massiccia campagna di propaganda sui media dal valore di alcuni milioni di euro, il Governo, al contrario, rinuncia sistematicamente a farsi propaganda, così determinando una costante diminuzione dei contribuenti che lo scelgono come destinatario.

In tale maniera il Governo italiano ogni anno “gioca a perdere”, arrecando una danno al bilancio dello Stato di centinaia di milioni di euro. E vista la ristrettezza dei mezzi a disposizione delle altre confessioni religiose, la maggiore beneficiaria  è ovviamente la CEI.

 

COME DEVONO (DOVREBBERO)  ESSERE SPESI  I SOLDI

La legge vincola ciascun soggetto a destinare i fondi a determinati scopi:

 

VINCOLI DI DESTINAZIONE DEI FONDI

 

Chiesa Cattolica

  • Esigenze di culto della popolazione
  • Sostentamento del clero
  • Interventi caritativi a favore della collettività nazionale o di paesi del terzo mondo

 

Assemblee di Dio in Italia

 

  • Interventi sociali e umanitari anche a favore di Paesi del terzo mondo

 

Chiesa evangelica Valdese

  • Interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all’estero

 

 

Chiesa Evangelica Luterana

    • Sostentamento dei ministri di culto
    • Esigenze specifiche di culto e di evangelizzazione
    • Interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all’estero

 

Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste

 

  • Interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all’estero

 

Unione delle comunità ebraiche italiane

 Finalità istituzionali dell’ente, in particolare

  • Attività culturali
  • Salvaguardia patrimonio storico artistico culturale
  • Interventi sociali ed umanitari volti alla tutela delle minoranze contro il razzismo e l’antisemitismo

 

Stato italiano

  • Calamità naturali
  • Fame nel mondo
  • Assistenza ai rifugiati
  • Conservazione beni culturali

 

Come si può notare, solo la Chiesa cattolica e la Chiesa evangelica luterana utilizzano i fondi che ricevono dall’otto per mille per  finalità religiose.
In particolare, dei 1016 milioni di euro ricevuti dalla CEI nel 2003, quasi l’80 % è stato speso per finalità religiose, tra cui, oltre al sostentamento al clero e ai fondi per le diocesi, sono comprese la costruzione di nuove chiese, i costi della Sacra Rota, le attività della CEI. Nonostante ciò gli spot televisivi che solitamente accompagnano la campagna pubblicitaria della CEI a volte inducono il cittadino a pensare che i soldi vengono spesi prevalentemente per interventi caritativi e contro la fame nel mondo, mentre in realtà è ad essi destinato circa il 20%.
I soldi destinati allo Stato, invece, sono stati negli ultimi anni utilizzati per finalità diverse da quelle previste dalla legge: mentre in passato si sono finanziate operazioni militari di peace-keeping, la legge finanziaria del 2004 ha previsto che quasi l’80% dei fondi statali sia destinato a fini di polizia. In ogni caso, quasi la metà del denaro rimanente viene surrettiziamente dato alla Chiesa cattolica attraverso il restauro di beni ecclesiastici.
La legge, poi, prevede che ogni tre anni vi sia una verifica del gettito derivante dall’otto per mille: qualora il denaro spettante alle confessioni religiose sia superiore o inferiore a quello necessario a soddisfare le finalità di legge, è prevista la modifica dell’aliquota. Dal 1990 ad oggi il denaro assegnato in virtù dell’otto per mille è quintuplicato (da 200 milioni di euro del 1990 ai 1016 milioni di euro del 2003), mentre ad esempio lo “stipendio” dei preti è semplicemente raddoppiato. Nonostante l’evidenza dei numeri e l’obbligo di legge, nessuna modifica è stata fatta.

 

PER CHI FIRMARE

Anticlericale.net è contraria a qualsiasi forma di finanziamento pubblico delle Chiese, così come è contraria al finanziamento pubblico dei partiti, per cui auspica l’abolizione del sistema dell’otto per mille.

Per “limitare i danni”, ogni anno abbiamo espresso la nostra scelta firmando per lo Stato. Alla luce però di come lo Stato, contro la legge, dilapida e impiega la sua quota, riteniamo giusto firmare quest’anno per i soggetti che maggiormente si distinguono per il rispetto della legge e del principio di separazione tra Stato e chiese.

Se la Santa Sede merita la maglia nera quanto ad agevolazioni da parte statale e a poca trasparenza nella gestione dei fondi, al contrario deve essere premiata la scelta della Chiesa valdese e delle Assemblee di Dio in Italia, che hanno rinunciato a vedersi attribuiti i fondi derivanti dai cittadini che non hanno espresso alcuna scelta.

Segnaliamo in particolare la Chiesa Valdese (www.chiesavaldese.org), sia per la trasparenza con la quale rendiconta la spesa dei fondi dell’otto per mille (che vengono assegnati per scopi socio-culturali ed umanitari e non per fini di culto), sia per il rispetto del principio di separazione tra Stato e chiesa, recentemente ribadito in relazione ai rapporti tra scienza e fede.

La firma di ciascuno è importante. Un esempio: 50.000 contribuenti che scelgono il medesimo soggetto, determinano uno spostamento di più di 3 milioni di euro della sua quota di otto per mille; praticamente il budget di cui dispongono annualmente le confessioni religiose diverse dalla cattolica.

 

RICORDA!

  • L’otto per mille è il sistema con cui lo Stato finanzia la Chiesa cattolica e le altre confessioni religiose
  • Il 100% degli italiani versa l’otto per mille a tale fine, indipendentemente dalla sua volontà
  • L’unica cosa che puoi fare, è esprimere una preferenza tra i sette soggetti concorrenti, firmando il modello 730-1 o simili
  • Se non esprimi la preferenza i soldi non rimangono allo Stato, ma vengono ripartiti tra tutti in base alle scelte di chi firma. Nell’ultimo anno solo il 37% dei contribuenti ha espresso una scelta, ma l’87% dei fondi è andato alla Chiesa cattolica
  • La CEI incassa circa 1 miliardo di euro l’anno, e solo il 20% è destinato a interventi caritativi.
  • Se sei un pensionato o sei esonerato dalla presentazione dei redditi, chiedi il modulo per la destinazione dell’otto per mille e invialo per posta.
  • Firma!

 

LE SCADENZE

Per esprimere la scelta di destinazione dell’otto per mille occorre firmare all’interno dell’apposita casella rispettando le seguenti scadenze:
30 aprile: Modello 730 - I contribuenti che possiedono più redditi, oltre a quelli di pensione, di lavoro dipendente o assimilati, oppure che hanno oneri deducibili/detraibili, e che si avvalgono dell'assistenza fiscale del proprio sostituto d'imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) oppure di un CAF.
31 luglio: Modello CUD - Coloro che hanno percepito solo redditi di pensione, di lavoro dipendente o assimilati, attestati dalla certificazione (modello CUD), e che sono esonerati dalla presentazione dei redditi, ma che sono ammessi ad effettuare la scelta Otto per mille mediante il CUD
31 ottobre: Modello Unico - i contribuenti che hanno più redditi, oltre a quelli di pensione, di lavoro dipendente o assimilati, che non scelgono di utilizzare il modello 730 oppure che sono obbligati per legge a compilare il modello Unico


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Inviato da john10098 il Gio, 2010-05-27 06:37.

Staderini racconta altri dettagli. Per esempio racconta che «il responsabile del progetto architettonico e del coordinamento generale è l’architetto Angelo Zampolini», uno degli attori della vicenda che ha portato alle dimissioni dei ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, «e che il progetto risale agli anni in cui Angelo Balducci», l’ex provveditore generale delle Opere pubbliche arrestato nell’ambito dell’inchiesta per i Grandi eventi, «era ai vertici del provveditorato del Lazio». Una struttura che, secondo quando afferma il segretario dei Radicali italiani, è in questi casi «soggetto aggiudicatore, competente a pronunciarsi su progetti preliminari e definitivi». Ma non basta.Staderini torna all’episodio dell’acquisto dell’immobile: «Non si capisce come sia stato possibile per il Senato acquistare 11 appartamenti da destinare a uso ufficio sapendo che tale destinazione non era possibile ai sensi delle norme urbanistiche a meno di una modifica al piano regolatore, che si ottiene solo dopo un voto di una assemblea politica quale il consiglio comunale e quindi del tutto imprevedibile. A maggior ragione non si comprende come il Cipe e lo stesso ministero (c’era Pietro Lunardi, ndr) abbiano potuto finanziare lavori che non potevano essere fatti, visto che in sede istruttoria si sarebbe dovuto accertare dell’esistenza di tutte le autorizzazioni di legge».
Secondo il segretario radicale ci sarebbero tutti gli estremi per andare fino in fondo a questa faccenda. Tanto più se è vero che per l’aggiudicazione dei lavori sarebbe stata seguita una procedura di riservatezza. Procedura prevista per legge quando si tratta di lavori che riguardano le sedi delle istituzioni, ma che nella fattispecie (uffici dei senatori) appare poco giustificabile. Con questalogica, metà delle opere pubbliche dovrebbero essere secretate.

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Inviato da danie53595 il Gio, 2010-08-26 11:38.

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Inviato da Page89 il Mer, 2008-09-17 12:59.

è impossibile scaricare il libro intero, o molto probabilmente sono io che nn ci riesco...qualcuno potrebbe dirmi come si fa per favore?sono già registrato...

ciao grazie

Inviato da Mario Staderini il Dom, 2008-10-05 18:56.

ci sono difficoltà con il download, per avere una copia del libro scrivere a mario@staderini.it