Corteo Padre Pio: due pesi e due misure. Serve un Protocollo delle manifestazioni religiose

Roma, 23 settembre 2009

Si terrà oggi alle 16.30 nel centro di Roma un corteo religioso in onore di Padre Pio che terminerà a piazza Navona, dove ad accogliere i devoti provenienti da tutta Italia ci saranno i mezzi e gli uomini della Protezione civile insieme al Sottosegretario Bertolaso ed al Sindaco Alemanno.
La scelta di giorno, orario e luogo è sicuramente opinabile, viste le conseguenze negative che si avranno sul traffico e sul trasporto pubblico, così come la costosa presenza della Protezione civile.

Quello che impressiona, però, sono i due pesi e le due misure usate dalla Prefettura e dal Sindaco.

Oramai da mesi vengono vietate decine di manifestazioni con la scusa del traffico e dei percorsi obbligatori del famigerato “Protocollo”, da ultimo la marcia per il XX settembre, vietata nonostante fosse di sabato ed in fila indiana sui marciapiedi.
Quando si tratta di eventi a sfondo religioso, invece, a Roma tutto è permesso, alla faccia della pazienza dei romani, degli ingorghi e del buon senso.
A quando un Protocollo per le manifestazioni religiose?.

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Inviato da john10098 il Gio, 2010-05-27 06:37.

Staderini racconta altri dettagli. Per esempio racconta che «il responsabile del progetto architettonico e del coordinamento generale è l’architetto Angelo Zampolini», uno degli attori della vicenda che ha portato alle dimissioni dei ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, «e che il progetto risale agli anni in cui Angelo Balducci», l’ex provveditore generale delle Opere pubbliche arrestato nell’ambito dell’inchiesta per i Grandi eventi, «era ai vertici del provveditorato del Lazio». Una struttura che, secondo quando afferma il segretario dei Radicali italiani, è in questi casi «soggetto aggiudicatore, competente a pronunciarsi su progetti preliminari e definitivi». Ma non basta.Staderini torna all’episodio dell’acquisto dell’immobile: «Non si capisce come sia stato possibile per il Senato acquistare 11 appartamenti da destinare a uso ufficio sapendo che tale destinazione non era possibile ai sensi delle norme urbanistiche a meno di una modifica al piano regolatore, che si ottiene solo dopo un voto di una assemblea politica quale il consiglio comunale e quindi del tutto imprevedibile. A maggior ragione non si comprende come il Cipe e lo stesso ministero (c’era Pietro Lunardi, ndr) abbiano potuto finanziare lavori che non potevano essere fatti, visto che in sede istruttoria si sarebbe dovuto accertare dell’esistenza di tutte le autorizzazioni di legge».
Secondo il segretario radicale ci sarebbero tutti gli estremi per andare fino in fondo a questa faccenda. Tanto più se è vero che per l’aggiudicazione dei lavori sarebbe stata seguita una procedura di riservatezza. Procedura prevista per legge quando si tratta di lavori che riguardano le sedi delle istituzioni, ma che nella fattispecie (uffici dei senatori) appare poco giustificabile. Con questalogica, metà delle opere pubbliche dovrebbero essere secretate.

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Inviato da ruffano84 il Ven, 2009-10-02 20:25.

Per me non dovrebbero nemmeno suonare le campane... anzi che manifestazione religiose!